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FERROVIA MASSAUA-ASMARA
M.
A.
La    ferrovia    Massaua–Asmara è    l'unica    linea    ferroviaria    in esercizio in Eritrea. Costruita      nel      periodo      del colonialismo     italiano,     tra     il 1887      e      il      1932,      costituì all'epoca    un'opera    di    grande valore    ingegneristico    a    causa del       territorio       attraversato, particolarmente   difficile   in   zone di    montagna,    e    per    l'ampio dislivello       esistente       fra       i capolinea. Ripetutamente       interrotta       a causa    degli    eventi    bellici    fra Eritrea    ed    Etiopia    negli    anni settanta,    cessò    l'esercizio    nel 1978;   fu   riattivata   fra   il   1994   e il 2003.
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 testi tratti da Wikipedia
LA   COSTRUZIONE    della   linea   fu   decisa   per   collegare   la   città   di   Massaua,   principale   porto   dell'Eritrea,   alla capitale Asmara, al centro di un vasto altopiano interessato da interventi di valorizzazione agricola. La   tratta   iniziale   della   linea   fu   realizzata   a   partire   dal   1900,   riutilizzando   la   sede   della   ferrovia   Massaua- Saati, costruita a scopi militari. La   costruzione   proseguì   per   tappe   a   causa   dell'orografia   difficile   del   territorio   e   della   discontinuità   dei finanziamenti:   Asmara,   situata   a   circa   2   500   m   di   quota,   fu   raggiunta   nel   1911.   Nel   frattempo   (1905)   era stata   attivata   la   nuova   stazione   di   Massaua,   posta   in   località   Taulud,   più   adeguata   a   gestire   il   traffico passeggeri. I   PRIMI   ANNI   DI   ESERCIZIO    La   linea   fu   interessata   ben   presto   da   un   intenso   traffico   merci   e   passeggeri, favorito   anche   dalla   costruzione   della   ferrovia   Asmara   –   Cheren   attivata   nel   1923,   e   poi   estesa   fino   ad Agordat e Biscia, che collegava la capitale con le fiorenti regioni agricole dell'ovest. Dal   1934   i   treni   a   vapore   furono   integrati   da   nuovi   collegamenti   rapidi   effettuati   da   nuove   littorine   di costruzione FIAT, che permisero un drastico abbassamento dei tempi di percorrenza, ridotti a sole tre ore. Nel   1937   sullo   stesso   percorso   della   ferrovia   fu   attivata   una   lunga   teleferica,   resasi   necessaria   a   causa   del continuo aumento del traffico merci. IL   PERIODO   BRITANNICO   ED   ETIOPICO    Nel   1941,   durante   la   seconda   guerra   mondiale,   l'Eritrea   fu occupata dall'esercito britannico, che la tenne fino al 1952, quando fu annessa all'Etiopia. La   ferrovia   continuò   l'esercizio,   anche   grazie   all'acquisto   di   nuove   locomotive   Diesel,   ma   soffrì   di   un   lento declino per la mancanza di investimenti. Nella   guerra   civile   di   indipendenza   tra   il   Fronte   di   Liberazione   del   Popolo   Eritreo   ed   il   governo   etiopico   del Derg,    anche    per    il    suo    significato    simbolico,    la    ferrovia    fu    ripetutamente    colpita,    danneggiata    e saccheggiata. In    seguito    ai    danneggiamenti    la    circolazione    ferroviaria    fu    sospesa    nel    1976,    e    la    ferrovia    fu    chiusa definitivamente nel 1978. LA    RIAPERTURA    Riconosciuta    fin    dal    1993    come    uno    dei    pilastri    della    riaffermazione    della    identità nazionale    eritrea,    la    ferrovia    fu    immediatamente    oggetto    di    progetti    di    ricostruzione    che    facesse    uso esclusivamente   di   materiali   e   manodopera   locali. A   questo   scopo   tutto   il   vecchio   personale   eritreo,   anche   in pensione    (macchinisti,    meccanici,    tecnici    e    verificatori)    fu    invitato    a    ripresentarsi    al    lavoro    in    forma "volontaria". Seguì   il   recupero   dei   materiali:   dalle   rotaie   e   traversine   metalliche,   spesso   usate   per   costruire   fortificazioni   o bunker   durante   la   guerra,   a   vagoni,   locomotive,   scambi   e   segnalamenti.   L'azione   di   recupero   fu   praticata   in buona   parte   da   militari   di   leva   in   "servizio   nazionale".   I   pezzi   recuperati   furono   revisionati   e,   laddove possibile, riparati. Per   la   movimentazione   dei   materiali,   in   assenza   di   mezzi   di   trazione   leggeri,   furono   creati   due   piccoli "locotrattori" derivati dai carrelli della littorina n. 8. La   ricostruzione   della   linea   è   stata   completata   nel   2003,   ma   a   causa   della   mancanza   di   materiale   rotabile moderno, l'utilizzo è prevalentemente a fini turistici.
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