I diritti d’autore di tutte le fotografie sono di proprietà di Paolo Grappolini  2016 PhotoEmozioni - Tutti i diritii riservati Paolo grappolini p  h  o  t  o  g  r  a  p  h  e  r  paolograppolini@virgilio.it  Impruneta F I R E N Z E  ITALY archivio news & eventi
FABRIANO PHOTO FESTIVAL
MUSEO DELLA CARTA E DELLA FILIGRANA
"TRIBE" di Paolo Grappolini
TRIBE di Paola Binante La    memoria    collettiva,    la    sua    forma    scientifica    e    culturale,        poggia    le    basi    sui documenti   ed   i   segni   del   passato.   Analizzare   una   società,   studiare   le   interazioni   dei soggetti   che   in   essa   agiscono   -   soprattutto   nell'era   contemporanea   -   attraverso   l'uso delle   immagini   rappresenta,   non   vi   è   dubbio,      una   delle   forme   di   linguaggio   più dirette. Nel   lavoro   di   ricerca   antropologica    riscontriamo   il   modo   in   cui   gli   individui   e   le istituzioni    si    scambiano    informazioni    su    di    sé,    sulle    proprie    identità,    sui    propri mondi,   i   propri   valori   e   la   propria   cultura.   La   fotografia   quale   mezzo   di   riproduzione antropologico,    sociale,    e    mezzo    di    personale    espressione,    espleta    la    funzione primordiale   della   memoria:   fissare   e   preservare   l'informazione .   Questa   capacità   di fissare   il   dato,   di   catturare   il   momento,   non   è   mai   puro   documento,   ma   è   anche testimonianza, la testimonianza dell'unico, dell'irripetibile. In   questa   ricerca   altro   elemento   importante   è   il   rapporto   con   il   tempo .   Un   dipinto,   ad esempio,    contiene    un    rapporto    proprio    con    il    tempo,    indipendentemente    dal periodo   di   vita   di   ciò   che   vi   è   rappresentato.   Una   fotografia,   al   contrario,   riceve quasi    istantaneamente    ciò    che    riproduce,    in    frazioni    di    secondo    che    spesso sfuggono   all'occhio   umano.   Il   tempo   fermato   in   una   foto   è   un   istante   isolato   da   ciò che    è    mostrato,    da    ciò    che    sta    davanti    all'obiettivo.    E'    un    tempo    catturato    in funzione della propria espressività. Luoghi,   volti,   oggetti   di   un   mondo   distante   nelle   immagini   di   Paolo   Grappolini:   sono il    pretesto    per    rappresentazioni    altre,    non    convenzionali    e    drammaticamente invisibili.   Tribe    ci   parla   dell'Africa   –   Togo   e   Benin   -   della   sua   gente   e   della   sua   cultura, un viaggio nella spiritualità così lontana dalla nostra comprensione occidentale. Nel   processo   creativo   di   Tribe    assistiamo   ad   una   sorta   di   fluida   inconsapevolezza:   la relazione   col   soggetto   è   paritaria,   come   un   trovarsi   a   vicenda   senza   essersi   cercati. Lo   sguardo   sensibile   del   fotografo   coglie   istanti   di   vita,   tra   la   gioia   e   le   lacrime,   tra   il sogno   e   la   realtà,   di   uomini   e   donne   che   abitano   una   terra   difficile,   un   universo lontano. Questo   lavoro   da   un   lato   propone   al   pubblico   una   visione   complessiva   del   luogo   e della   sua   quotidianità,   dall'altro   apre   ad   un   momento   di   riflessione   sull'umanità attraverso   il   sincretismo   religioso.   Assistiamo   così   a   passaggi   visivi   tra   ritratti   di uomini,    dove    il    bianco     e    la    luce    -    sinonimo    di    purezza    –    si    stagliano    con    forza contrapponendosi    al    nero ,    al    buio    dei    riti    tribali.    E'    la    contrapposizione    tra    il “Cristianesimo   Celeste”   e   lo   spiritualismo   dei   riti   “Vudu”,   in   un   vortice   che   trascina dentro   sciamani   e   feticci,   momenti   di   preghiera   cristiani   e   spiriti   in   trance.   In   questo dualismo   tutto   si   fonde,   tutto   scivola   dalla   devozione   alla   rappresentazione,   dal sacrificio al ringraziamento, dalla luce al buio.  Ma   nel   r eportage    per      riuscire   a   rendere   una   funzione   di   testimonianza   “aperta” occorre    che    il    fotografo    sappia    misurare    ciò    che    vede    attraverso    la    propria concezione critica del mondo, con curiosità ed onestà. Paolo    Grappolini    nel    suo    lavoro    trova    una    forza    espressiva    che    gli    permette    di mantenere   lo   stato   delle   cose   raccontando   la   realtà   così   come   si   presenta,   con   la missione   di   smuovere   le   coscienze   senza   scadere   nella   retorica.   L'autore   è   “dentro” la    scena,    imbevuto    nell'avvenimento,    drammatico    o    no,    e    da    questa    posizione privilegiata   lo   consuma,   lo   racconta,   per   poi   farlo   rivivere   nella   testa,   nel   cuore   e nell'animo del suo osservatore. Nessun   luogo   e   nessuno   stato   d’animo   sono   uguali   a   loro   stessi:   solamente,   nel tempo,   può   capitare   che   gli   uni   incrocino   gli   altri,   come   per   inattesa   rivelazione   di un’affinità    elettiva,    è    questa    la    grandezza    di    questo    lavoro.    Su    questo    Paolo Grappolini   riaccende   il   nostro   pensare;   e   lo   fa   da   fotografo   autentico   e   sottilissimo: parlando    del    mondo    attraverso    la    sua    sensibilità    e    se    stesso,    ma    a    nome    di chiunque.
2010
Questo    lavoro    fotografico,    si    incentra    sulla    descrizione    dell’Assale,    un    lago    mobile    che raggiunge   la   profondità   massima   di   un   paio   di   metri   e   si   sposta   con   i   monsoni   su   una pianura   perfettamente   liscia.   D’estate   scivola   a   nord   e   d’inverno   si   sposta   a   sud.   I   Tigrini dell’altopiano,    ritmando    i    gesti    con    canti    e    grida,    scavano    con    rudimentali    picconi    ed estraggono   zolle   di   sale,   di   misura   adatta   ad   essere   poi   ritagliate   in   mattonelle.   Un   lavoro massacrante:   due   ore   di   cammino   per   raggiungere   il   posto   di   lavoro,   portando   con   l’acqua   ed   il   frugale   cibo   per   la   giornata   e,   dopo   sette   ore   di   lavoro,   altre   due   ore   per tornare a casa. Un   solo   minuto   per   mangiare,   sotto   una   temperatura   che   varia   dai   40°   ai   60°   all’ombra. Lunghe   carovane   caricano   il   sale,   percorrendo   lunghe   tappe   e   rifornendo   sale   a   gran   parte dell'Etiopia.   Questo   documentario   fotografico   non   soltanto   descrive   la   durezza   di   questa vita,   ma   sottolinea   anche   l’origine   di   queste   barre   di   sale,   un'origine   che   si   perde   nel   IV secolo a.C., ai tempi dell'importante regno commerciale di Aksum.
DANCALIA
Fotoclub Il Colibrì BFI MODENA lunedì 29/04/2013 ore 21,30
SERATA DI AUDIOVISIVI a cura dei soci del
Il presidente del fotoclub Il Colibrì Gianni Rossi con i soci del Triangolo Magico Multivisione
Kiribulà di Paolo Grappolini proiettato nella PRIMA SESSIONE DI OPERE Venerdì  7 giugno Teatro Duse - h. 21:00
Decima edizione di Fantadia ad Asolo dal 7 al 16 giugno. Festival Internazionale di multivisione “C’è un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo.” (Charles Baudelaire) Fantadia: Il tempo vissuto con entusiasmo e perseveranza. Il   tempo   che   trascorriamo   con   piacere   ci   sembra   breve,   mentre quello   in   cui   soffriamo   dolore,   lunghissimo.   Per   noi   il   tempo altro   non   è   che   la   successione   dei   nostri   pensieri,   del   nostro limitato   sapere,   delle   nostre   emozioni.   Se   un   uomo   per   anni restasse     assorbito     nell’estasi     di     una     sola     idea,     non     si accorgerebbe    che    sia    trascorso    del    tempo.    Ma    impiegare soltanto    il    tempo    forse    non    basta    per    vivere,    perché    ogni giorno   ci   occorre   l’entusiasmo   e   la   perseveranza.   Queste   due certezze     sorreggono     l’elevazione     e     la     crescita     dell’uomo. Quante   volte,   vittime   di   poco   entusiasmo   e   perseveranza,   sono cadute   a   terra   idee   ed   opere   che   potevano   essere   utili.   Altre volte   queste   si   sono   seguite   con   ardore,   ma   a   poco   a   poco   è ceduto    l’entusiasmo,    fino    a    scomparire    del    tutto.    Ci    sono filosofi   che   ci   esortano   a   diffondere   questi   principi   ed   i   loro libri    sono    verità    sincere    ed    eloquenti,    che    lette    da    tutti, darebbero     grandi     benefici     all’umanità.     Tutto     ciò     che     si desidera,   dev’essere   perseguito   sempre   con   il   coinvolgimento di   queste   due   verità   che   ci   conducono   ad   una   vita   più   degna da vivere… senza di esse la vita sarebbe ignobile!
Fantadia 2013 – Festival Internazionale di multivisione ad Asolo
FANTADIA TREPIDA PER IL SUO DECIMO ANNIVERSARIO. Era una giovane piantina verde e fragile e si piegava quando il vento ululava. Giorno   dopo   giorno,   con   il   contributo   di   tutti,   è   cresciuta.   Oggi   è   una   quercia   solida   e   confortante   che   sfida   il maestrale,   ma   nel   suo   cuore   ha   sempre   quell’umiltà   che   gli   ha   permesso   di   essere   un   faro   nelle   notti   di   luna della Multivisione. “La   cultura   è   l’urlo   degli   uomini   in   faccia   al   loro   destino”   (Albert   Camus),   per   questo   celebrare   Fantadia   è   un giorno speciale… ci ricorda il tempo che è trascorso e ci fa sognare su quello che verrà… AUGURI FANTADIA!!! Francesco Lopergolo
ONORIFICENZA  FIAF a PAOLO GRAPPOLINI
Il    delegato    regionale    FIAF        Carlo    Lucarelli    e    la delegata    provinciale    FIAF        Morena    Fammoni, consegnano     l'onoreficenza     di     AV-AFI     Artista Fotografo Italiano per Audiovisivi. maggio 2013
Martedì 18 Giugno 2013 ore 21:30 Sferisterio del Circolo Macrelli Piazza di Porta Montanara 13 Faenza in collaborazione con UOEI Faenza Serata Video Clip Serata “grammaticale” in cui parteciperanno 17 circoli fotografici della Emilia Romagna  e Toscana che mostreranno la loro attività e creatività. Consulenza preparatoria dei circoli FIAF : Pino Valgimigli , Omero Rossi (Dirigenti FIAF Emilia- Romagna) Consulenza Musicale : Luciano Biolchini Organizzazione Circoli : Romano Cicognani
partecipano i soci del
COPPA DIAF 2013  Gran Premio Boris Gradnik
1° Classificato Paolo Grappolini
03 Maggio 2013
63°Congresso FIAF Carbonia
La   Giuria   della   Coppa   DIAF   2013   (Gran   Premio   DIAF   –   Boris   Gradnik),    composta   dai   Sigg.   Maurizio   Capobussi,   Giorgio Pennati   ed   Antonio   Riva,   ha   ricevuto   tutti   i   file   dei   20   lavori   selezionati   dal   6°   Circuito,   le   Linee   guida   per   le   Giurie,   l’elenco degli Autori ed una tabella per esprimere le proprie valutazioni secondo quanto previsto nelle stesse linee guida. Tutte   le   informazioni   relative   agli   Autori   sono   state   fornite   in   stretto   ordine   alfabetico   senza   alcun   riferimento   alla   classifica del Circuito. I membri della Giuria hanno analizzato i lavori e fatto le proprie valutazioni in modo indipendente. Il   giorno   16   Aprile   la   Giuria   si   è   riunita   confrontando   le   singole   valutazioni   e   visionando   su   grande   schermo   e   con   adeguato impianto audio i lavori presentati procedendo poi alla valutazione finale ed alla stesura della classifica come  segue: 1°     L’arcobaleno     di     Myriam     –     di     Paolo     Grappolini:      “Un     lavoro     completo     sotto     tutti     i     punti     di     vista (soggetto,fotografia,regia,montaggio,flusso    narrativo,legame    drammaturgico    tra    suono    e    trama,ecc.).    Si    sottolinea    la capacità   di   affrontare   un   tema   non   facile   con   apparente   semplicità:   vicende   umane   registrate,vorremmo   dire,   da   “una giusta   distanza”.   Un   racconto   che   nella   oggettiva   drammaticità   dei   componenti   di   partenza   trova   il   suo   giusto   equilibrio   in uno   sviluppo   (e   non   sembri   un   paradosso)   oseremmo   dire   lieve   ed   elegante   che   rimanda,   in   un   certo   senso,   al   classico ritmo   sinfonico   :   il   preludio   filmico   -non   invadente-   nel   quale   i   medici   sembrano   assumere   le   vesti   di   angeli   protettori,   lo svolgimento   nei   due   tempi   (la   delicata   presentazione   dei   piccoli   pazienti   e,   successivamente,   la   fase   del   gioco)   con   uno straordinario   cambio   di   ritmo   e   quindi   la   breve   chiave   conclusiva   (cosa   in   genere   assai   difficile)   giocata   sulla   (quasi)   certezza dell’esito   positivo   della   vicenda,   Lavoro,in   conclusione,che   offre   significativi   spunti   di   riflessione   e   che   si   fa   veicolo   di contenuti. Nella sua moderata ma fresca modernità comunica ed emoziona”.
Le   immagini   sono   state   realizzate   al   Children's Central      Hospital      -Department      of      Onco- Hematology   -   Tblisi   Georgia,   per   la   Fondazione Cure2Children    che    ha    l'obiettivo    di    aiutare    i bambini   con   tumori   o   malattie   del   sangue   nei paesi     in     via     di     sviluppo     che     non     hanno possibilità   di   accedere   a   cure   adeguate   e   dare loro      possibilità      di      guarigione.      Pur      nella necessità   di   evidenziare   la   condizione   di   coloro che   soffrono,   che   è   alla   base   delle   attività   di aiuto   della   Fondazione,      le   immagini   sono   state realizzate   con   l'intento   non   tanto   di   impietosire o    colpire    con    la    crudezza    e    la    drammaticità delle       vicende,       quanto       con       quella       di rappresentare    con    la    sofferenza    il    punto    di partenza   per   un   messaggio   di   speranza      che con l'amore e la scienza  "guarisce". L'arcobaleno   che   è   un   segno   di   pace   del   patto tra   Dio   e   l'umanità,   in   questo   caso   è   un   segno di   speranza   e   di   rinascita   per   tutti   i   bambini   che pur   nella   sofferenza   non   hanno   perso   la   gioia   e la voglia di vivere
"Teste    nude    e    bambine"    recita    il    testo    della bella     poesia     declamata     nell'opera,     teste     di sofferenza   che   si   protarrà      per   tutta   la   vita   di questi   piccoli   incolpevoli,   sfortunati   e   malati   figli minori   di   quello   che   dovrebbe   essere   la   vita.   E' un      opera      multimediale      quella      di      Paolo Grappolini   in   quanto   il   filmato   è   parte   molto determinante      nella      comunicazione      voluta dall'autore,   il   bianco   e   nero   è   eccellente   e   ben composta   l'immagine   in   generale.      La   storia   è eloquente   avallata   e   sostenuta   da   quel   simbolo: l'arcobaleno,     quello     che     porta     all'alba          di speranza,   quello   di   Myriam,   un   nome   per   tutti quei    piccoli    dalla    testa    glabra    a    seguito    di devastanti    terapie.    L'autore    non    è    sceso    in pietismi    e    retoriche,    cose    scontate    o    senza importanza,   sono   gli   occhi,   le   flebo,   gli   sguardi dei     medici     a     raccontare     speranze     colorate dall'iride   capace   di   congiungere   terra   e   cielo,   la mestizia   e   la   speranza,   la   musica   del   girotondo con la sinfonia di un domani di vita. Carlo Ciappi
RINGRAZIAMENTI
Asmat Shengelaia MD, Ph. D  Professor Head of Department of Onco-Hematology Al personale medico e paramedico, a tutti i piccoli pazienti e le loro famiglie. Un particolare ringraziamento alle Dott.se Tamar Javakhadze e Tamriko Kvachadze, a Marika Shengelia presidente della Parent's House, per la loro generosa ospitalità e cortesia. Myriam Cure 2 Children Il Triangolo Magico Multivisione
3° Classificato Paolo Grappolini con l'opera  " K I R I B U L A" 93 Opere ricevute 42  Italia 9 Francia 20 Inghilterra 9 Sud Africa 3 Belgio 2 Australia 3 Olanda 2 Svizzera 1 Slovenia 1 Ungheria 1 Polonia
25^ Rassegna di Audiovisivi Fotografici Venerdì  9 agosto 2013 ore 21,30 Parco Corazza SALSOMAGGIORE TERME serata a cura dei soci del IMMAGINI SOTTO  LE STELLE 2013
15° HDAV  OPEN AIR Diaporama Festival Germany
Sabato 10 Agosto 2013 ore 21,00 Heibronn Germany
partecipano i soci del
BACKSTAGE  MULTIVISIONE NOTTE MAGICA DELLA FOTOGRAFIA A POTENZA PICENA
FOTOCLUB POTENZA PICENA
SABATO 7 SETTEMBRE 2013 ore 21.30 in occasione della NOTTE MAGICA DELLA FOTOGRAFIA Serata di proiezioni a cura dei soci del
LINK
1° Edizione della Rassegna Audiovisivi Città di Bollate  l’audiovisivo "Le Navi del Deserto"  si è classificato al 2° Posto della Rassegna 13 maggio 2017
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